La Digitalizzazione nell’interregno I. Un po’ di contesto: interconnessione e intelligenza del dato ai tempi del frigorifero intelligente

“La passione per la distruzione è una passione creativa”,

Mijaíl Bakunin 

All'inizio del ventesimo secolo, poco prima del suo collasso definitivo, l’industria dell’estrazione del ghiaccio naturale nel New England aveva raggiunto un livello di efficienza operativa straordinario. Solo un secolo prima, Frederic Tudor, un giovane di Boston con il sogno di diventare un milionario, aveva avuto l’intuizione di estrarre blocchi di ghiaccio prelevati dalla fattoria di suo padre e venderli nei Caraibi. L'avventura si concluse con una perdita di $ 4.500 e la nascita di un settore che avrebbe cambiato per sempre la conservazione degli alimenti. Un business tanto redditizio quando effimero.

Nel 1835, mentre Tudor diventava ricco portando il ghiaccio americano in India, Jacob Perkins brevettò il primo apparato di raffreddamento artificiale. Come risposero gli imprenditori del ghiaccio? La maggior parte provarono a contrastare l’invenzione di Perkins ottimizzando i processi di estrazione, trasporto e conservazione del ghiaccio naturale. Naturalmente non funzionò. Come una macchina da corsa messa a punto per la propria demolizione, nel 1886 la Tudor Ice Company, in quel momento più efficiente e produttiva che mai, trasportò il suo ultimo carico di ghiaccio. L’industria del ghiaccio resistette ancora per altri decenni, ma nessun miglioramento intrapreso permise di frenare la spinta inarrestabile dell’avvento del frigorifero.

A tal proposito, Dávila e Epstein definiscono "il paradosso dell’innovazione" quella tendenza delle aziende a concentrare i propri sforzi nel miglioramento continuo dei modelli che si sono dimostrati efficaci, a discapito di interventi di innovazione dirompenti con l’effetto di ridisegnare il mercato[1]. Di fronte alle nuove sfide, spesso rispondiamo con soluzioni che hanno funzionato fino a quel momento, rifiutando tutto ciò che non rientra negli schemi già esistenti. Come sanno bene nel New England, esso non è un fenomeno che si manifesta solo attualmente. Infatti negli ultimi anni si sono accumulati i cadaveri di questa "passione distruttiva" dovuta ad innovazioni radicali che hanno estremamente ridotto la speranza di vita delle aziende e fatto sparire modelli di business consolidati da tempo.

Per confermalo, basta osservare la lista delle aziende presenti nel S&P 500 nell’anno 2000: oltre la metà delle aziende che allora dominavano il mercato sono state acquisite, fuse o fallite. Se l’industria dell’estrazione del ghiaccio ha avuto quasi un secolo per rispondere alla sfida tecnologica del frigorifero, oggi la vita media di una società presente nello S&P 500 è di soli 15 anni[2].

In questo momento attuale di interregno, in cui i cicli brevi sostituiscono i lunghi periodi e il tempo aspira all'istantaneità, la velocità diventa il fattore determinante di dominazione[3]. Si accelera il cambiamento e, nel nuovo contesto liquido, la tecnologia rappresenta non solo lo strumento chiave per adattarsi alla volatilità del mercato, ma soprattutto, come l’antico Pharmakon greco, diventa l'arma principale di “distruzione creativa” di modelli di business. Di conseguenza, assume una posizione strategica sempre più centrale in quasi tutti i settori.

Così, la tecnologia non è più solo una tra le tante leve di crescita, ma l’elemento chiave della strategia di business. Abilitati dallo sviluppo tecnologico, sono emersi due vettori tra le forze che hanno ridefinito lo scenario nell’ultimo decennio: la crescente interconnessione e il significativo miglioramento dell’intelligenza dei dati.

L'estensione digitale al mondo fisico ha conquistato gran parte degli spazi di interazione tra gli individui e ha collegato alla rete, oggetti e infrastrutture intelligenti. Secondo gli ultimi dati ITU, nel 2016 la rete di comunicazione mobile ha raggiunto il 95% della popolazione mondiale. Anche se continuano a persistere differenze economiche, regionali e di genere e il divario digitale rimane una triste realtà, oggi ormai quasi la metà della popolazione mondiale ha accesso ad Internet[4].
A questo si aggiunge la crescente interconnessione tra gli oggetti: secondo le stime di Gartner, quest'anno ci saranno 8.400 milioni di oggetti connessi in tutto il mondo (+ 31% rispetto al 2016)[5] e nel 2020 si raggiungerà 20.400 milioni. Questo aumento di interconnessione è accompagnato - dove il livello di connettività è più alto e dove l’omincanalità è una realtà consolidata - dall'emergere di nuovi schemi di collaborazione economici e modelli di relazione inediti alterando completamente i ruoli tradizionali di alcuni soggetti economici e rafforzando sempre di più la posizione del cliente.

Allo stesso tempo, l'aumento esponenziale delle informazioni e il miglioramento dell’intelligence derivante dai dati, sono divenute il principale asset di molti settori. L'analisi aggregata di grandi quantità di dati consente, tra i diversi vantaggi, l'adozione di nuovi standard di efficienza produttiva e lo sviluppo di modelli di consumo che aprono le porte a proposte di valore micro-segmentate. L'orizzonte è l’estrema personalizzazione dell'offerta, con un conseguente aumento dell'efficacia commerciale e il miglioramento dell'esperienza del cliente.

La portata di questa rivoluzione dei dati, al di là degli effetti sul mercato, offre vantaggi a tutti gli ambiti compreso quello sociale e umanitario e anche nei processi decisionali politici; infatti l'uso dei Big Data è diventato anche un elemento chiave nel raggiungimento degli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite[6] per lo sviluppo sostenibile mondiale.

Nel prossimo post vedremo come entrambe le forze descritte - interconnettività e intelligenza del dato - incidono su clienti, modelli di business e settori di mercato.

 

PS. Tornando all’esempio della estrazione del ghiaccio, nel 1998 la società giapponese V-Sync ha introdotto il primo “frigorifero intelligente”; e l'anno scorso, due grandi aziende di elettrodomestici presentati al CES di Las Vegas hanno proposto lo "Smart Fridge", incorporando tecnologia IoT. Questi nuovi modelli di frigoriferi intelligenti possono già identificare le nostre abitudini di consumo, scoprire ciò che ci manca o se stanno per scadere dei prodotti e lanciare l'ordine di acquisto ai nostri supermercati abituali, o consigliarci (e, forse, sgridarci) sulla nostra dieta. Cosa faranno i produttori di frigoriferi tradizionali? Se su qualcosa possiamo essere certi è che, nel mercato di oggi - digitale, complesso, incerto, volatile e veloce -, tali produttori avranno meno tempo di reazione rispetto a quello che si concessero un secolo fa i produttori di ghiaccio nel New England.



[1] Epstein, Marc J. y Davila, Tony (2015): La paradoja de la innovación, Empresa Activa.

[2] Foster, Richard N. (2012): Creative Destruction Whips through Corporate America, Innosight.

[3] Bauman, Zygmunt (2000):  Modernidad Líquida.

[4] ITU (2016): ICT Facts and Figures 2016 [http://www.itu.int/en/ITU-D/Statistics/Documents/facts/ICTFactsFigures2016.pdf].

[5] Gartner: http://www.gartner.com/newsroom/id/3598917.

[6] Bruno Lepri, Jacopo Staiano, David Sangokoya, Emmanuel Letouzé and Nuria Oliver (2016): “The Tyranny of Data? The Bright and Dark Sides of Data-Driven Decision-Making for Social Good” [https://arxiv.org/abs/1612.00323].

 

Entradilla

La tecnologia non è più solo una tra le tante leve di crescita, ma l’elemento chiave della strategia di business. Abilitati dallo sviluppo tecnologico, sono emersi due vettori tra le forze che hanno ridefinito lo scenario nell’ultimo decennio: la crescente interconnessione e il significativo miglioramento dell’intelligenza dei dati.

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